Pasta termica, risolvi tanto con poco

Se siete anche solo smanettoni, ma anche tecnici, professionisti, appassionati del PC, non potete fare a meno della pasta termica. Non so quanti leggeranno questa opinione, pochi suppongo, quindi posso tranquillamente fare una rivelazione che equivale a farmi odiare da tutti i miei colleghi o simili. Buona parte dei problemi “oscuri” legati ai pc (di ultima generazione e non) sono dovuti al surriscaldamento del processore. Quando la temperatura della CPU si alza e raggiunge una certa soglia, il sistema inizia a dare problemi di instabilità, e sono anche quelli più “rognosi”, nel senso che i problemi della bestia cambiano spesso “sintomi”. Cosa gli succede? Il pc magari va in protezione e si spegne da solo senza alcun preavviso, oppure gli dici “arresta sistema” ed invece si riavvia, o ancora va in crash, altre volte si blocca, altre ancora se ne sta li buono e tranquillo con applicazioni che non richiedono grosse risorse di sistema e invece inizia a “dare di matto” quando è sotto sforzo, magari con quel particolare programma di editing video o fotoritocco, allora iniziate a sentire la ventola che gira e fa “vroooommm” (come quella del radiatore) e dopo un po’.. nulla più! tutto fermo, il cursore del mouse fisso sullo schermo ed un bel fermo immagine. Un virus? Ram difettosa? Forse! Alta temperatura? Anche! Può essere sempre tutto, magari insieme.
Ma quando è esattamente che il pc inizia a scaldarsi troppo? A quale temperatura? I portatili sono sempre bollenti! Dipende dal modello, dal numero dei “core” e dalla frequenza. La temperatura ottimale è indicata nel libretto di istruzioni, ma in genere il libretto è la prima cosa che si butta nel secchio, della differenziata ovviamente. Facendo una media diciamo che dovrebbe rimanere stabile intorno ai 50°, se supera i 50° ma anche i 60° non fa nulla, è una tolleranza accettabile specialmente nei mesi caldi. Se arriva a 70° la cpu non si danneggia ma il comportamento della macchina diventa imprevedibile, infatti 70° è indicata come la soglia di criticità. Tutte le temperature più alte possono portare a problemi, ma in genere non sono mai danni irreversibili visto che esiste un tempo medio di guasto. In pratica non è tanto la temperatura o il picco che raggiunge quanto “il tempo di cottura”, non può stare a quella temperatura per ore. Gli ultimi intel i7 possono sopportare diversi gradi in più. Comunque si indica come 85° la temperatura di “fusione” anche se il pc si spegne prima. In realtà il processore non fonde ne in senso figurato o letterale ma sono i transistor al suo interno che si degradano. E se lavorano a temperature molto alte la loro vita si accorcia di molto, l’alta temperatura infatti danneggia le connessioni tra i transistor ed i piedini e una dietro l’altra le connessioni si interrompono, o, peggio ancora, il conduttore danneggiato va a creare cortocircuiti che guastano la cpu.
A proposito, se vi state chiedendo quale termometro usare, potete scaricarvi il programma gratuito Cpuid Hardware Monitor, è semplice, chiaro, leggero e facile da interpretare.
A questo punto, verificato che il problema è dipeso dalll’eccessiva temperatura dovrete correre ai ripari. Dovete smontare il pc sia che sia fisso o un portatile. Smontare il fisso ed aprire il case è una cretinata, con il portatile, se non l’avete mai fatto ci metterete una vita e rischierete di fare danni al momento di rimuovere la tastiera, vi ho avvisato eh? Una volta aperto dovete individuare e rimuovere tutto il blocco ventola e dissipatore. Molti preferiscono soffiare aria compressa e pulirli, io dico di buttarli via tutti e due e comprarli nuovi, costano poco e quelle in dotazione sono in genere di qualità scadente. Una volta smontato il blocco in questione troverete di fronte ai vostri occhi il processore, ma non sarà pulito. Sulla CPU vedrete spalmata una sostanza grigia e solida, è la vecchia pasta termica ormai solidificata, e va obbligatoriamente rimossa. Esistono dei prodotti specifici per la pulizia come l’artic clean, ma a me sembra una vera esagerazione. Potete usare prodotti equivalenti come il solvente per lo smalto da unghie, ma è un prodotto che avete in casa solo se siete donne, vivete con donne o siete transessuali / travestiti, se siete maschi single sfigati potete optare per la trielina, acquaragia o nitro per vernici, tutti prodotti molto volatili che evaporano subito. Al limite anche alcol, così dopo che avete tolto la vecchia pasta vi date anche fuoco perché siete degli uomini soli. Io ci sto facendo un pensiero.
Come applicarla?
Diverse scuole di pensiero su come applicarla, tutte molto ridicole, non mettetene troppa, vi accorgete che ne avete messa troppa quando montando il dissipatore trasborda ai lati, ed ormai è tardi! La pasta termica è un composto dall’apparenza a volte semi-liquido e volte un po’ più solido, tipo la calce e con caratteristiche di alta conducibilità. Quella che esce dalla siringa della cooler-master è del tipo pasta solida. Appena premete la siringa buttate via la prima pasta che in genere si secca sempre. I più luridi la spalmano con il ditone indice con movimenti circolari verso l’esterno, se volete fate così, ma almeno mettete una pellicola di quelle tipo domo pack sul dito. I più tecnici con attitudine da muratore, usano carta di credito come spatola , se siete morti di fame e non avete la carta di credito potete usare la tessera telefonica o quella del supermercato. Il sistema che uso io è quello più pratico ed indolore, si chiama a “chicco di riso”, equivale ad applicare sul processore, esattamente al centro, la quantità equivalente, indovinate un po’ proprio alle dimensioni di un chicco di riso ed una volta che monterete il gruppo dissipatore ventola, e avrete bloccato i piedini con i fermi, sarà la pressione stessa che penserà a stenderla uniformemente.
cooler master

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